Scorporare e aggiungere l'IVA
Inserisci un importo, indica se è imponibile o già comprensivo di IVA e scegli l'aliquota. Ottieni l'importo convertito, l'ammontare dell'IVA e il valore di partenza, così puoi controllare che i conti tornino.
- Totale con IVA
- 1220,00 €
- IVA
- 220,00 €aliquota del 22 %
- Hai inserito (imponibile)
- 1000,00 €
Perché si divide per 1,22 e non si toglie il 22 %
Quando parti da un importo lordo e vuoi risalire all'imponibile, l'operazione da fare è una divisione: lordo diviso 1,22 con l'aliquota ordinaria. La ragione è che il 22 % è stato calcolato sull'imponibile, non sul totale. Nel totale c'è già dentro, quindi non puoi toglierlo come se fosse una percentuale del totale.
L'esempio più semplice: 1.220 € lordi corrispondono a 1.000 € di imponibile e 220 € di IVA. Se invece togli il 22 % da 1.220 € ottieni 951,60 €, una cifra che non è l'imponibile di nulla. La differenza va sempre nella stessa direzione, cioè a sfavore di chi calcola: la sottrazione restituisce un imponibile più basso del vero, e di conseguenza un'IVA sottostimata.
- Da imponibile a lordo: con l'aliquota ordinaria moltiplica per 1,22; con le altre aliquote vale lo stesso principio, cambia solo il numero.
- Da lordo a imponibile: con l'aliquota ordinaria dividi per 1,22; con le altre aliquote dividi allo stesso modo, con il numero corrispondente.
- L'IVA è la differenza fra i due importi, non una percentuale del lordo.
- Controllo veloce: se rifai il percorso al contrario devi tornare al numero di partenza.
Le aliquote e chi le decide
In Italia l'aliquota ordinaria è il 22 %. Esistono poi due aliquote ridotte, il 10 % e il 5 %, e una minima al 4 %. Cambia solo il divisore: 104 € lordi al 4 % fanno 100 € di imponibile, esattamente con lo stesso ragionamento visto sopra.
Quale aliquota si applichi a una determinata operazione lo stabilisce la norma, non questa calcolatrice: qui scegli tu dal menù. Se stai leggendo una fattura il problema non si pone, perché l'aliquota è già indicata accanto all'imponibile; il calcolo ti serve semmai per verificare che il totale scritto sia coerente.
Quando serve il verso «da lordo»
Il caso tipico è un prezzo già comprensivo di IVA, per esempio quello comunicato al pubblico: da lì devi ricavare l'imponibile. Stessa cosa quando hai in mano uno scontrino o un preventivo con il solo totale e ti serve la parte imponibile.
Il verso opposto serve invece quando parti da un importo netto e devi arrivare alla cifra con l'IVA inclusa. Attenzione a non confondere i due punti di partenza: applicare la moltiplicazione a un importo che era già lordo gonfia il totale e produce un errore nella direzione contraria a quello della sottrazione.
Domande frequenti
Come si scorpora l'IVA al 22 % da un importo lordo?
Dividi il lordo per 1,22. Il risultato è l'imponibile, e la differenza rispetto all'importo di partenza è l'IVA. Su 1.220 € ottieni 1.000 € di imponibile e 220 € di IVA.
Perché togliere il 22 % dal totale dà un risultato diverso?
Perché il 22 % era stato calcolato sull'imponibile, che è più piccolo del totale. Togliendolo dal totale sottrai una cifra troppo grande: da 1.220 € vengono 951,60 €, che non corrisponde ad alcun imponibile.
Quali aliquote posso usare?
L'ordinaria al 22 %, le ridotte al 10 % e al 5 % e la minima al 4 %. Quale si applichi a una certa operazione lo stabilisce la norma; su una fattura è già indicata.
Come calcolo l'IVA al 4 %?
Vale lo stesso meccanismo, cambia solo il numero: 104 € lordi diviso 1,04 danno 100 € di imponibile. Nel verso opposto moltiplichi 100 € per 1,04 e torni a 104 €.
Altre calcolatrici
Ultima revisione: 2026-09-04. Cercato anche come: scorporo iva 22, come togliere l'iva da un importo, calcolo iva 22 online, da lordo a imponibile.